la basilica di Lyon Fourvère, presso cui fiorì la scuola gesuitica detta poi Nouvelle Théologie

La Nouvelle Théologie

il rinnovamento nella tradizione

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il nome: Nouvelle Théologie

Questa espressione venne nel suo celebre articolo “La nouvelle théologie où va-t-elle?”coniata, in senso spregiativo, dal padre Garrigou-Lagrange, esponente di punta del neotomismo novecentesco, e indica il gruppo di teologi gesuiti raccolti attorno a Henri de Lubac, come Jean Daniélou, Gaston Fessard, Henri Bouillard, caratterizzati da una ricerca di rinnovamento nella tradizione, che attingesse, senza dimenticare Tommaso d'Aquino, anche alla Patristica e a S.Agostino.

le linee fondamentali

Uno dei punti-cardine della Nouvelle Théologie è la critica all'idea di “natura pura”, in pratica all'idea, tipica di molto neotomismo, come di molta Chiesa tridentina, secondo cui l'uomo, per natura non avvertirebbe alcun bisogno del soprannaturale, come se fosse possibile una realizzazione umana puramente naturale, chiusa nel cerchio della finitezza.

Se la critica al razionalismo teologico, fiorito in età tridentina, si configura come un ritorno alla tradizione, alle fonti (un resourcessement), un'altro punto caratterizzante la Nouvelle Théologie è una nuova capacità di ascoltare e di valorizzare l'umano, e quanto di buono, perché umano, vi è nel “moderno”.

Insomma alla riscoperta della più autentica identità cristiana, si affiancava una nuova capacità di dialogo con l'alterità. Una alterità che nel periodo tridentino era stata vista con torva sospettosità.

📚 Bibliografia essenziale

📖 Testi on-line

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